gonfiare gomme con azoto

Gonfiare Gomme con Azoto: Serve Davvero?

Oggi tratteremo una nuova frontiera del mondo della cura delle gomme auto: la gonfiatura con azoto.

Se ti stai chiedendo se è veramente possibile gonfiare gli pneumatici dell’auto con l’azoto puro sei nel posto giusto.

Cerchiamo di rispondere con un’importante premessa: generalmente la gonfiatura gomme prevede l’utilizzo di aria compressa che, in grande parte (circa il 78%), contiene azoto, il gas inerte per eccellenza. Difatti le proprietà dell’azoto si presterebbero perfettamente per “nutrire” gli pneumatici e garantire loro una pressione corretta e stabile. Il noto gas è infatti privo di umidità, ossigeno e impurità, tutte condizioni ideali per una gonfiatura in grado di ottimizzare le prestazioni di auto, moto, ma anche camper, furgoni, mezzi pesanti e perfino veicoli dotati di dispositivo TPMS.

Tuttavia non tutti gli esperti concordano. Tale teoria appare ai più un mito, una manovra commerciale pensata per sfilare qualche soldo in più agli automobilisti, poco più performante rispetto al classico gonfiaggio ad aria compressa.

Serve davvero allora gonfiare le gomme dell’auto con l’azoto puro? Vediamo alcuni dati che confermano la “teoria dell’azoto.

I vantaggi dell’azoto rispetto all’aria complessa

Vediamo i vantaggi innegabili che il buon vecchio nitrogeno presenta rispetto all’aria compressa.

  • Maggiore durata degli pneumatici. L’assenza, tra le tante, di anidride carbonica preserva le cinghie metalliche interne dalla ruggine; la mancanza di umidità invece rallenta il naturale riscaldamento delle gomme, soprattutto nei veicoli sottoposti a temperature elevate come quelli sportivi.
  • Costanza di pressione. L’azoto manterrebbe la pressione delle gomme più a lungo, a tutto beneficio della vita dell’automobilista e delle performance di guida del veicolo. Questo perché il gas inerte non è permeabile come l’ossigeno e quindi si trattiene più a lungo all’interno dello pneumatico.
  • Migliori prestazioni di guida, Come diretta conseguenza di una pressione costante e ottimale, le gomme nutrite ad azoto garantirebbero una maggior tenuta di strada, nonché maneggevolezza, stabilità, aderenza in frenata e un perfetto controllo nei casi di acqua planning.
  • Minor rischio di esplosioni. L’azoto è inerte e ignifugo; in caso di urti, pertanto, non dovrebbe esporre al pericolo di incendio dello pneumatico. Questo è difatti il punto più dibattuto tra “filo-nitrogeni” e oppositori, in realtà pare che la gomma sia sì più tutelata dalle esplosioni, ma di poco rispetto alle classiche gonfiature.
  • Risparmio di carburante. Le molecole d’azoto diminuiscono il deterioramento delle gomme, aumentando quindi la resistenza al rotolamento. Il fenomeno, come risaputo, incide positivamente sul consumo del carburante.

Quando conviene gonfiare le gomme con l’azoto

Il periodo prediletto per utilizzare l’azoto è l’estate. Il motivo è abbastanza intuitivo.

Se è vero che la calda stagione, con le sue alte temperature, è un nemico sempre fastidioso per gli pneumatici auto, è ancor più vero che l’assenza di umidità nell’azoto ne rallenta il riscaldamento interno.

Il gas inerte migliora le prestazioni e la pressione delle gomme auto soprattutto d’estate, dunque, e il discorso può applicarsi anche alle vetture sportive.  Durante le competizioni estreme, infatti, gli pneumatici sono messi maggiormente sotto pressione e raggiungono temperature elevate. L’azoto consente un comportamento più lineare, mantenendo costante la pressione e proteggendo perfino da eventuali forature.

La gonfiature gomme ad azoto non fa miracoli ma è una valida alternativa per diverse situazioni di guida. Quello che più conta è come sempre la sicurezza. Assicuriamoci allora di tenere sempre sotto controllo la pressione dei nostri pneumatici, soprattutto d’estate e prima di un lungo viaggio. Che si scelga l’azoto o l’aria compressa, poi, poco importa.

Pronto per passare al “lato azoto” delle gomme? Vs Gomme a Fadanga, in provincia di Udine, fornisce un servizio attento e innovativo di gonfiature gomme ad azoto per ogni tipo di veicolo, anche per quelli dotati di TPMS.

omologazione cerchi in lega decreto ruote

Omologazione Cerchi in Lega: il Decreto Ruote Spiegato ai Meno Esperti

Sapevi che puoi montare sulla tua auto cerchi in lega diversi rispetto quelli previsti dalla casa produttrice?

Proprio così, e non è neanche lo scoop dell’ultima ora. È quanto disposto dal cosiddetto Decreto Ruote, decreto ministeriale in circolazione ormai da un anno che ha rivoluzionato le pratiche di omologazione dei cerchi in lega e delle ruote nel mercato italiano.

In cosa consiste il Decreto Ruote

Non tutti lo sanno, ma dall’1 ottobre 2015, gli automobilisti possono installare nel loro veicoli cerchi maggiorati rispetto a quanto indicato sulla carta di circolazione, in pratica senza chiedere il nulla osta dalla casa produttrice. Detta così può sembrare complicata e, in effetti, la normativa suscita ancora qualche confusione tra gli automobilisti meno esperti. Vediamo di fare chiarezza spiegando i nuovi criteri di omologazione cerchi in lega previsti dal Decreto Ruote.

Quali sono i nuovi requisiti di omologazione per cerchi e ruote?

Con il decreto introdotto lo scorso anno, in Italia possono circolare, e quindi essere vendute e installate, soltanto due tipi di ruote:

  • quelle conformi all’omologazione europea UN/ECE;
  • quelle conformi all’omologazione italiana NAD, disposta per l’appunto dal Decreto Ruote.

Non è difficile distinguere se è una ruota è omologata oppure no. Infatti le due sigle (ECE o NAD) sono ben visibili sul cerchio, anche a pneumatico installato, comprese di numero di omologazione, con tanto di adesivo anticontraffazione nel cado delle seconde. Se l’automobilista è tenuto a rispettare tale disposizione, il gommista, dal suo conto, ha l’obbligo di consegnare al conducente il certificato di conformità e cosiddetto allegato E, vale a dire la dichiarazione di corretta installazione, assieme al certificato di conformità.

È sempre possibile montare cerchi di misura diversa rispetto a quelli della carta produttrice?

Poter installare cerchi maggiorati (ma anche di diametro minore) sulla propria automobile senza dover chiedere il nullaosta alla casa produttrice, abbiamo detto, è la più grande novità introdotta dal Decreto Ruote.

Va però specificato che tale libertà vale solo per le ruote omologate NAD. Montare cerchi e pneumatici di misura diversi rispetto agli originali, infatti, non è consentito per le ruote omologate UN/ECE. Quest’ultime devono mantenere le dimensioni previsti dai costruttori ed essere affiancate da un ambito di impiego, vale a dire il documento che ne descrive tutte le caratteristiche da rispettare e le applicazioni.

Non è un caso, infatti, che si parla di ruote speciali quando ci si riferisce agli esemplari omologati NAD.

Omologazione cerchi in lega: come installare le nuove ruote

Veniamo quindi al punto della questione. Montare ruote di misure diverse è possibile, basta andare al gommista di fiducia e richiedere la combinazione tra pneumatici e cerchi in lega omologati NAD più in linea con la propria vettura. Si presenta quindi l’ultimo quesito.

È necessario aggiornare la carta di circolazione dopo l’installazione?

Le strade da percorrere (nel senso sia metaforico che letterario) sono due:

  • se i nuovi cerchi rientrano nell’ambito di impiego della vettura (indicato nello stesso libretto di circolazione), non è necessario aggiornare il libretto, ma basta tener con sé l’allegato E e il certificato di conformità (vedi sopra)
  • se al contrario, la nuova misura degli pneumatici e dei cerchi in lega non è conforme all’ambito d’impiego, è allora necessario aggiornare la carta di circolazione, ma grazie a quanto disposto dal Decreto Ruote, la procedura può avvenire senza nullaosta della casa produttrice: basta recarsi alla motorizzazione con apposita domanda di aggiornamento e gli allegati rilasciati dal gommista è il gioco è fatto.
come leggere pressione gomme

Come Leggere la Pressione Gomme

La pressione gomme è tra i requisiti fondamentali per le performance di guida di un veicolo. La messa a punto degli pneumatici, infatti, incide un po’ su tutto. Tenuta di strada, spazio frenata in caso di asfalto bagnato, rumorosità del veicolo e perfino consumo del carburante.

Quando ci si mette alla guida è sempre importante partire con il piede, pardon, la ruota giusta. Il controllo pressione dei propri pneumatici è una pratica basilare quando fondamentale, eppure non tutti gli automobilisti ne dedicano la giusta attenzione.

Non è difficile garantirsi una pressione gomme sempre ottimale.

Tre gli ingredienti che occorrono:

  • una buona dose di responsabilità;
  • sapere leggere le indicazioni fornite dalla casa automobilistica;
  • un manometro.

Se per il primo ingrediente non c’è scienza migliore se non quella del buon senso, per il secondo e terzo fattore proviamo a dare noi le indicazioni che servono.

Pressione pneumatici: dove leggere la pressione ottimale per le gomme

La case costruttrici sono solite fornire il livello di gonfiaggio minimo consigliato per i propri modelli. Per le normali autovetture il valore pressorio si attesta attorno ai 2 bar, mentre per furgoni, camion ma anche suv e grandi pickup si arriva a livelli che superano i 3 bar.

Prima di sapere “come” leggere questi dati è quindi importante conoscere il “dove” è possibile trovare le indicazioni utili a riguardo. Le alternative sono molteplici:

  • adesivo presente sulla portiera lato conducente;
  • il manuale d’uso e manutenzione fornito dalla casa automobilista;
  • tabelle pressione pneumatici consultabili sul web o presenti in molti benzinai;
  • il gommista qualificato di zona.

Come misurare la corretta pressione degli pneumatici

Appurata qual è la pressione ottimale per le nostre gomme si può quindi procedere con il controllo. Anche qui il gioco non è dei più difficili.

Occorre dotarsi di un manometro (vale a dire lo strumento che legge la pressione) e quindi agganciarlo nella valvola di ogni pneumatico. Importante ricordarsi alcuni accorgimenti al momento della lettura:

  • il controllo va effettuato a gomme fredde (il calore ne falsa altrimenti il valore);
  • la misurazione va compiuta su tutti e quattro i pneumatici, difficilmente infatti le gomme di una stessa vettura presenteranno un valore pressorio identico (e la differenza esiste soprattutto tra treno anteriore e posteriore).

Se non si dispone di un manometro (in foto un esempio) è comunque possibile recarsi al benzinaio o al gommista di fiducia. La mano di un esperto fanno sempre la differenza

Hai imparato a leggere… e ora?

Sapere leggere la pressione gomme è importante, ma tante volte non basta. Ci sono tanti aspetti che vanno presi in considerazione quando si è alle prese con gli pneumatici. E molte volte, né i manuali d’uso, né le tabelline informative sono in grado di prevedere.

I lunghi viaggi in autostrada, o ancora il trasporto di carichi pesanti sono esempi classici. In questo caso è necessario tarare lo pneumatico su una pressione superiore rispetto a quanto indicato dalla casa automobilistica.

La consulenza di uno specialista diventa allora fondamentale. Se si è a Udine e non si vuole partire impreparati e sotto … pressione, VS Gomme è ciò che fa al caso tuo. I “professionisti della gomma” di Fagagna, a pochi chilometri dal capoluogo friulano, effettuano il controllo gratuito del livello d’aria degli pneumatici, provvedono alla gonfiatura, anche con azoto, e sanno consigliare la giusta pressione anche in casi particolari.

come leggere etichettatura pneumatici

Etichetta Pneumatici: Come si Legge?

Oggi impariamo come leggere l’etichetta degli pneumatici. Argomento semplice, ma per nulla banale.

Questo l’antefatto storico. Nel novembre 2012 la Comunità Europea ha imposto l’obbligo ai produttori di dotare ogni modello di pneumatico di un’apposita etichetta standard in grado di sintetizzare le proprietà delle gomme auto. Questa novità aveva (e tuttora mantiene) l’obiettivo di orientare l’acquisto del consumatore e facilitarne la scelta dello pneumatico.

Sebbene siano passati già 4 anni da questa importante introduzione, non tutti gli automobilisti sono in leggere e decifrare i parametri indicati da quest’etichetta. Ecco allora una rapida ripassatina.

L’identikit di un pneumatico: leggere l’etichettatura gomme

Un’etichetta, per dirla in parole povere, è un po’ l’identikit di una gomma, ne descrive l’efficienza economica e ambientale e lo fa fornendo informazioni su tre specifici parametri:

  • resistenza al rotolamento, quindi efficienza energetica delle gomme;
  • aderenza sul bagnato, ergo sicurezza;
  • rumorosità esterna, e quindi livello di emissioni acustiche degli pneumatici.

Quest’etichetta è fornita dai produttori ed è obbligatoria per tutti i modelli di gomme auto presenti sul mercato. L’automobilista alla ricerca della giusta soluzione, troverà l’etichetta posta sul battistrada dello pneumatico in vendita e potrà quindi procedere all’acquisto in maniera più ponderata. Ma come leggere i  parametri presenti sull’etichetta. La figura qui in basso può darci una mano.

come leggere etichettatura pneumatici

Resistenza al rotolamento

Con la resistenza al rotolamento si intende indicare l’efficienza energetica di uno pneumatico. Ad ogni rotazione della ruota, infatti, la gomma si surriscalda incidendo anche sul consumo di carburante. L’equazione è semplice: maggiore è la resistenza al rotolamento, minore è il consumo di carburante, quindi maggiore è l’efficienza energetica. Tale efficienza è espressa dall’etichetta attraverso una scala di sette valori: da “A” alla “G”. Un veicolo che “indossa” pneumatici di classe “A” può migliorare il proprio consumo di circa il 7,5% rispetto ad un veicolo con gomme di classe “G”.

Parliamo un parametro di fondamentale importanza, se consideriamo che il rotolamento incide infatti per il 20% sul consumo di carburante di una vettura (altri fattori più o meno incisivi sono attriti, gravità, resistenza aerodinamica e inerzia). Aumentarne la resistenza vuol dire ottimizzare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni di gas e metano. Cosa non da poco!

Aderenza sul bagnato

L’aderenza di uno pneumatico sul bagnato è un importante parametro di sicurezza, perché descrive praticamente lo spazio di frenata e la tenuta di strada di un veicolo in caso di pioggia e asfalto umido. Anche in questo caso è importante leggere la classe di efficienza sull’etichetta. Un veicolo equipaggiato con pneumatici “A”, in questo caso, presenta uno spazio di frenata che può essere superiore addirittura del 30% rispetto allo stesso con gomme livello “G”. I numeri, più, di ogni altro dato ci aiutano a capire perché è importante saper leggere l’etichettatura pneumatici.

Rumorosità esterna

La rumorosità esterna di rotolamento è invece misurata tramite tre categorie di livello espresse in decibel (db), rappresentate nell’etichetta da altrettante barre:

  • una barra equivale a uno pneumatico poco rumoroso, oltre 3 db sotto il limite corrente;
  • due barre descrivono un livello intermedio, quindi ancora al di sotto del limite corrente;
  • tre barre indicano invece che la gomma è conforme all’attuale direttiva ma è comunque a rischio perché il livello di rumorosità supera il futuro limite europeo.

Conoscere la rumorosità di rotolamento di uno pneumatico è altrettanto importante perché ne va dell’inquinamento acustico e della pressione sonora.

gomme vecchie età dot pneumatico

Le gomme vecchie vanno bene? Ce lo dice il DOT pneumatici

Nuovo dilemma nel mondo delle quattro ruote. È possibile risparmiare acquistando gomme vecchie ma mai utilizzate?

Risposta non facile. Di certo una gomma rimasta per tanto tempo nel ripostiglio  non soffre di usura e deterioramento e si presenta con prezzi assai ribassati. Le precauzioni in fatto di pneumatici, però, non sono mai abbastanza.

Gli pneumatici, si sa, sono croce e delizia per i guidatori. Assicurano aderenza, tenuta di strada, performance di frenata e il giusto contatto tra l’automobile e l’asfalto. Ma gli pneumatici sono anche costosi, richiedono una manutenzione non indifferente e cambi stagionali.

I sotterfugi per risparmiare sono tanti e rinomati: dall’inversione tra gomme anteriori e posteriori alla scelta di pneumatici multi stagionali, passando per l’acquisto di modelli usati, l’utilizzo di gomme vecchie, sebbene mai utilizzate e perfettamente conservate in magazzino, rappresenta una delle soluzioni più estreme.

Il DOT pneumatici

Una buona risposta al dilemma delle “gomme da magazzino” ce la può dare il dot pneumatici, vale a dire la sigla (letteralmente Department Of Transportation) presente sul fianco del pneumatico che indica, nelle sue ultime 4 cifre, la settimana e l’anno di produzione della stessa, vale a dire la sua età.

L’età è una discriminante importante per valutare la qualità di una gomma.

È vero, uno pneumatico rimasto in magazzino difficilmente presenterà segni di usura o sgretolamento e poco avrà da invidiare, dal punto di visto della forma, alle “colleghe” di nuova realizzazione. Nella sostanza, tuttavia, l’età è pur sempre l’età, e gli sbalzi di calore e di temperatura sono in grado di colpire anche le gomme vecchie meglio conservate, con conseguente ribasso della loro affidabilità, soprattutto se superati i 3 anni di immagazzinamento.

I pareri restano comunque discordanti. Tra dot pneumatici, test, voglia di risparmiare e opinioni più o meno attendibili, il mondo delle quattro ruote continua a trincerarsi su due punti di vista.

Utilizzare gomme vecchie e mai utilizzate conviene. Utilizzare gomme vecchie e mai utilizzate non conviene.

Vediamo secondo chi.

Il parere dei produttori

Contrariamente a quanto si crede, le gomme vecchie non si rovinano se conservate con le giuste attenzioni. Lo sostengono i produttori che si appellano a quanto stabilito dall’ERTRO, l’associazione europea dei produttori di pneumatici. Stando all’organizzazione, tutti gli pneumatici conservati secondo i parametri della normativa UNI 11061 possono considerarsi pari ai nuovi, entro i 3 anni di produzione. La normativa UNI 11601 specifica i criteri di immagazzinamento di una gomma; tra i più importanti:

  • lontananza da fonti di calore;
  • lontananza da radiazioni solari e umidità;
  • lontananza da agenti chimici come olii e benzina.

Stando ai produttori, dunque, non c’è dicitura DOT che tenga: gomma vecchia fa buon brodo, a prezzi vantaggiosissimi, aggiungiamo!

L’utilizzo delle gomme vecchie secondo il TCS

Diverso invece il parere del TCS, il Touring Club Svizzero, che nel 2011 ha condotto un importante test volto a verificare le prestazioni di pneumatici vecchi conservati in magazzino.

Ciò che è emerso dal test, in linea generale, è che le gomme vecchie di oltre 5 anni presentano segni di decadimento inaccettabili e si consiglia l’acquisto di pneumatici freschi di almeno 2 anni. Guardare il DOT sul fianco del pneumatico è allora capitale per capire l’affidabilità della gomma.

Il test ha anche messo in risalto come il tipo di immagazzinamento può essere diverso da rivenditore e rivenditore. Per risparmiare con questo tipo di soluzione, allora, è sempre meglio rivolgersi a un gommista di fiducia, che garantisca il miglior stato di conservazione e non manometta la dicitura sul dot del pneumatico.

VS Gomme a Fagagna, in provincia di Udine è il gommista di fiducia adatto alle tue esigenze.

pneumatici 4 stagioni convengono

Gli Pneumatici 4 Stagioni Convengono Davvero?

Nel complesso mondo delle gomme auto, gli pneumatici 4 stagioni rappresentano un compromesso di sicuro gradimento.

Si sa, la norma consiglia gomme specifiche sia per l’inverno che per l’estate, ma non sempre alla teoria segue la pratica e, stando alle stime europee, quasi il 65% degli automobilisti non sostituisce le proprie gomme estive con quelle invernali, e viceversa. A tutto danno, è chiaro, della stessa sicurezza stradale.

Subentrano allora gli pneumatici 4 stagioni, studiati apposta per garantire aderenza e tenuta di strada sia in estate che in inverno e realizzati su misura di coloro che non amano montare due treni di gomme ogni anno.

Ma cosa sono questi cosiddetti pneumatici all season e, soprattutto, convengono davvero?

Caratteristiche degli pneumatici 4 stagioni

Questo particolare tipo di gomme, lo suggerisce la parola stessa, consente di circolare in estate come in  inverno assicurando sempre buone prestazioni, qualsiasi siano le condizioni meteo e d’asfalto.

Le all season sono un ibrido tra le gomme estive e invernali e, da queste, ereditano le principali caratteristiche. Per proprietà e prestazioni si avvicinano di più alle estive. Ottima è infatti la tenuta degli pneumatici 4 stagioni su fondi asciutti, minore, seppur discreta, su fondi bagnati, ghiacciati e tipicamente invernali.

Si distinguono dalle sorelle estive per questi tre specifici aspetti:

  • il battistrada è leggermente più profondo;
  • il disegno del battistrada presenta un maggior numero di lamelle e di canali per l’espulsione per l’acqua;
  • la mescola è più morbida grazie a un maggior contenuto di silice che consente ottime prestazioni anche sotto i 7 gradi.

Si intuisce, come sia impossibile eguagliare le prestazioni delle gomme termiche in caso di condizioni destramente rigide. Per questo motivo, le gomme multistagionali non sono sempre consigliate.

Quando utilizzare gli pneumatici all season

Come per ogni prodotto, le gomme 4 stagioni non sfuggono dalla regola della qualità. Esistono modelli di nuova generazione, prodotti con mescole innovative e in grado di raggiungere performance vicino alle gomme termiche per l’inverno ed estive per i climi caldi. Esistono poi all season di indubbia fattura, meno prestanti, pur se dotate della classica marchiatura M+S (Mud and Snow, fango e neve)

Quando si vuole optare per la comodità e il risparmio delle multistagionali, è allora doveroso affidarsi ai migliori pneumatici 4 stagioni presenti sul mercato, quelli delle marche top di gamma come Michelin, Nikian e Pirelli, tanto per intenderci.

Tali pneumatici sono infatti un ottimo compromesso, ma non sono la soluzioni a tutti i problemi legati alla stagionalità delle gomme.
Da considerare inoltre la stazza della vettura che deve essere di piccola o media cilindrata e la percorrenza, non superiore ai 10’000km all’anno.

Se in città e in pianura le multi stagionali sono una soluzione di comodo e di indubbio vantaggio, per i tratti lunghi e i percorsi più critici è sempre meglio optare per un doppio treno di gomme, soprattutto in inverno. Le gomme termiche e invernali garantiscono infatti una tenuta di strada imbattibile su asfalto ghiacciato e bagnato.

Sei ancora convinto che gli pneumatici 4 stagioni rappresentano la soluzione che cercavi?

Non esitare a visitare VS Gomme a Fagagna (UD) per trovare i migliori modelli di gomme all season e per un controllo gratuito dei tuoi pneumatici.

Invertire gomme anteriori posteriori

Inversione Gomme per un Consumo più Uniforme

Sapevi che l’usura delle gomme anteriori è diversa da quella delle gomme posteriori?

Se ti trovi su questo articolo, probabilmente sì. Per questo sei alla ricerca di una soluzione pratica e funzionale in grado di garantirti un consumo più uniforme dei tuoi pneumatici. Una prima risposta ce la dà l’inversione gomme, un’operazione, tanto comune quanto discussa, capace di assicurare maggiore durabilità e un migliore consumo ai nostri pneumatici.

Come detto l’inversione gomme è una pratica che non trova tutti d’accordo. Dubbio chiama altro dubbio. Vediamo allora di capire se invertire le gomme della propria auto serve realmente o è puro fanta-automobilismo.

Invertire o non invertire?

Come piccoli Amleti attenti all’usura dei nostri pneumatici continuiamo a porci il dilemma dell’inversione gomme auto senza trovare una risposta capace di mettere tutti d’accordo.

Trattasi di scuole di pensiero, come spesso accade nel mondo dell’automobilismo e della manutenzione. Quello che ci sentiamo di suggerire è che sì, occorre invertire la posizione delle gomme anteriori con quelle posteriori almeno una o volta l’anno, purché il veicolo e le sue caratteristiche lo richiedono.

Invertire gli pneumatici anteriori con quelli posteriori porta vantaggi di vario genere. Innanzitutto si rimanda il cambio gomme con buona pace del nostro portafoglio. Dopodiché si garantisce un corretto funzionamento del nostro veicolo. L’inversione gomme, infatti, assicura il consumo uniforme delle stesse e quindi un contatto al suolo delle ruote più che bilanciato.

Per dirla più tecnicamente, si va ad annullare la differenza di usura tra gomme anteriori e posteriori.

Invertire gomme anteriori posteriori

Usura gomme anteriori e posteriori: la differenza

Le ruote anteriori sono quelle direzionali, per questo l’usura di tali gomme avviene specialmente sulle fasce laterali, ossia sulle spalle esterne e interne. Le ruote posteriori sono invece motrici e sono per questo stressate maggiormente sulla parte centrale. Ricapitolando:

  • L’usura delle gomme anteriori avviene sulla spalla, vale a dire sulle fasce laterali.
  • L’usura delle gomme posteriori si manifesta nella zona centrale.
  • Invertendo le gomme davanti con quelle di dietro si uniforma il grado di usura generale tra parte centrale e spalle laterali. Un’equazione semplice quanto vincente, che ci aiuta a risparmiare sul cambio ruote.

Sorgono allora le fatidiche domandine. Come e quando invertire?

Come effettuare l’inversione gomme auto?

Come in ogni quesito che riguarda la manutenzione auto non esiste risposta universale. È consigliato effettuare tale operazione tra i 6.000 e i 10.000 km, suppergiù una volta l’anno, ma tutto dipende da molte variabili, quali la tipologia del pneumatico (simmetrico o asimmetrico) e del veicolo, nonché lo stile di guida e la trazione (anteriore, posteriore o integrale).

La trazione e la tipologia degli pneumatici determinano anche il tipo di inversione. Molto meglio delle parole, gli schemi in figura ci aiutano a capire le diverse combinazioni tra gomme anteriori e gomme posteriori.

come invertire gomme auto

Come detto precedentemente, l’inversione tra gomme posteriori e anteriori di un automobile non è scienza esatta e neanche la medicina in grado di risolvere tutti i problemi relativi al consumo e all’usura degli pneumatici. Molte vetture ad alte prestazioni, ad esempio, sono dotate di ruote dalle misure differenti ed è in questo caso più che sconsigliato operare con l’inversione gomme.

Per l’inversione e il controllo gratuito dei tuoi pneumatici non esitare a visitare VS Gomme a Fagagna (UD).