nuovi pneumatici anteriori posteriori

Pneumatici Nuovi Davanti o Dietro?

Una domanda che interessa molti automobilisti devoti sia alla sicurezza stradale che al risparmio è questa. Dove montare due pneumatici nuovi? Sull’asse anteriore o posteriore?

Non sempre, infatti, si dispone di un set di gomme completo e può capitare, perciò, di dover “razionalizzare” il cambio pneumatici. Ruote anteriori e posteriori, inoltre, non hanno un consumo univoco, per questo, tante volte, la scelta di montare due pneumatici nuovi anziché quattro può rappresentare un buon compromesso per risparmiare senza incidere su grip e prestazioni di guida.

Vediamo allora di rispondere all’annosa questione.

Pneumatici nuovi anteriori o posteriori: l’opinione comune

Al giorno d’oggi è opinione diffusa che le ruote davanti lavorano molto più duramente di quelle di dietro. Il motivo è presto spiegato: frenate, sterzate, trazioni, sono tutti sforzi che avvengono nella parte frontale del veicolo e che riguardano da vicino gli pneumatici anteriori. In aggiunta, motore e componenti di trasmissione sono situati a ridosso dell’asse anteriore, perciò anche gran parte del peso di un veicolo è sbilanciato verso il davanti.

Il ragionamento, fino a qui, non fa una grinza, sembrerebbe uno spreco di tempo e soprattutto di denaro sostituire anche gli pneumatici posteriori, quando tutto le azioni di un’automobile si concentrano nella parte anteriore. Eppure la questione non è facile come sembra.

La verità è che anche le ruote posteriori hanno il loro bel da fare e in materia, regna ancora una grande confusione.

Cambiare gli pneumatici anteriori con quelli posteriori

Un’altra tendenza molto in voga tra gli automobilisti è quella di invertire gli pneumatici di davanti con quelli di dietro, in modo tale da uniformarne il consumo e risparmiare sul cambio gomme. Scelta furba, non fosse per un piccolo particolare: in alcuni casi, è la peggiore cosa da fare!

Ci siamo già espressi in materia di inversione gomme e abbiamo riscontrato come non tutti i veicoli, né tantomeno tutti gli pneumatici, si prestano a questa pratica. C’è di più. Prendiamo l’esempio di asfalto bagnato o superfici scivolose. Sappiamo che in queste situazioni, il grip ottimale di un veicolo è strettamente correlato alla capacità di uno pneumatico, e delle sue scanalature, di far defluire l’acqua stagnante. Ebbene, più il battistrada è consumato, meno l’automobile è in grado di assicurare grip all’asfalto e tenuta di strada. Sia davanti che dietro!

Insomma neanche in questo caso risolviamo le nostre perplessità. La domanda è sempre la stessa…

Dove montare i due nuovi pneumatici per un grip ideale?

Per rispondere correttamente occorre prendere in considerazione tre differenti dinamiche di un veicolo. Non preoccupatevi, niente di così tecnico:

  • Sottosterzo. In questa situazione, le ruote dell’asse anteriore non seguono l’angolo esatto descritto dalla sterzo, ma scrivono una traiettoria leggermente più ampia. Detto in parole povere, gli pneumatici posteriori hanno maggior aderenza rispetto a quelli posteriori.
  • Sovrasterzo. In questa situazione le ruote davanti hanno un mIGLIOR grip rispetto a quelle di dietro e la testa del veicolo segue una traiettoria più stretta rispetto a quella dello sterzo.
  • Regime neutrale. Siamo alla condizione ideale: la trazione tra asse anteriore e posteriore è in equilibrio e il veicolo, in curva, segue l’esatta traiettoria descritta dall’angolo di sterzata.

Non è facile ottenere un perfetto allineamento tra angolo di sterzata e asse anteriore. In caso di sottosterzo, basta aumentare l’angolo di sterzata per affrontare ogni curva in maniera oculata.

Il problema sorge invece quando il veicolo è invece in regime di sovrasterzo, quando cioè il grip è maggiore nelle ruote anteriori. In questa condizione, ogni accorgimento rischia di aggravare la situazione.

Eventuali frenate ridurrebbero il carico nell’asse posteriore causando un ulteriore perdita di aderenza dei due pneumatici. Allo stesso modo, diminuendo improvvisamente la velocità si rischia di trasferire tutto il carico nell’asse anteriore, riducendo ulteriormente tutto il grip di quello posteriore. L’unica soluzione sarebbe innaturale e contro-intuitiva: vale a dire, sterzare nel senso opposto alla curva in modo da ridurre l’angolo di sterzata!

In conclusione, pneumatici nuovi: davanti o dietro? Il vero segreto è montare i nuovi pneumatici nell’asse posteriore, in modo tale da bilanciare il veicolo in regime di sovrasterzo e quindi garantire una maggiore tenuta in curva, soprattutto in caso di asfalto bagnato.

durata pneumatici invernali

Che Durata hanno gli Pneumatici Invernali?

L’inverno si avvicina ed è tempo, in tutta Italia, di sostituire le gomme estive con quelle invernali. Tante domande e dubbi affliggono allora l’automobilista distratto e impreparato.

Il meno informato potrà ad esempio chiedersi: è obbligatorio cambiare gli pneumatici? La risposta è ovviamente sì e il nostro precedente articolo aiuterà a risolvere ogni perplessità a riguardo – Quando scatta l’obbligo gomme invernali?

C’è chi invece di obblighi e normative sa già tutto ed è pronto a rispolverare dal magazzino le gomme di un inverno fa. Il dubbio è ora un altro: quanto durano gli pneumatici da neve? Dopo quanti inverni occorrerebbe cambiarli?

Diciamo subito che è impossibile determinare una scadenza precisa di uno pneumatico, invernale, estivo o multi stagione che sia.

I fattori che influenzano l’usura e le prestazioni di una gomma sono tanti, molte volte incalcolabili. Stress, sollecitazioni, stile di guida e molto altro… Più che conoscere la durata di uno pneumatico invernale, è importante controllarne l’efficienza e le condizioni dopo ogni utilizzo.

Cosa fa invecchiare gli pneumatici invernali

I produttori assicurano un’aspettativa di vita fino ai 10 anni. La realtà, e soprattutto l’esperienza, ci insegnano tuttavia che è difficile aspettarsi da uno pneumatico invernale più di 7 anni di servizio. Questo perché processi fisici e chimici concorrono a deteriorare le gomme anche durante il cosiddetto periodo di stoccaggio (quando cioè gli pneumatici invernali sono a risposo in garage in attesa della fredda stagione).

Le condizioni climatiche giocano poi un ruolo nevralgico, così come le condizioni di utilizzo (pressione e manutenzione dello pneumatico su tutte). Queste le variabili che incidono sulla durata di una gomma invernale:

  • sbalzi di temperatura e avversità climatiche;
  • chilometraggio giornaliero e stile di guida;
  • peso e tipologia del veicolo;
  • qualità della manutenzione e della pressione gomme;
  • modalità di conservazione durante il periodo estivo (umidità, luminosità, esposizione a solventi, possono influire non poco sull’integrità della gomma durante lo stoccaggio);

Come aumentare la durata degli pneumatici invernali

Stabilire l’aspettativa di vita di uno pneumatico è difficile. Meglio allora adoperarsi per prolungarne la durata. Ecco alcuni utili consigli che ogni automobilista, più o meno esperto, dovrebbe seguire per godere delle proprie gomme da neve per più e più inverni:

  • controllare periodicamente la struttura delle gomme (fori o deformazioni sono inconfutabili segni di invecchiamento prematuro);
  • conservare gli pneumatici in buono stato, lontano dall’umidità e dalla luce diretta;
  • controllare regolarmente la pressione delle gomme invernali;
  • misurare lo spessore del battistrada.

Proprio questo punto ci proietta ad un’importante conclusione. Lo spessore del battistrada è il principale indizio di usura e invecchiamento di uno pneumatico, e non solo invernale.

Sia il buon senso che il codice della strada impongono di pensionare e sostituire le gomme quando il battistrada è inferiore a 1,6 mm. Anzi, in caso di neve abbondante sull’asfalto le gomme termiche perdono addirittura di efficacia sotto i 4 mm di spessore. La situazione va quindi valutata in base al contesto e le condizioni climatiche.

Tagli, deformazioni, usura asimmetrica, non conformità alle raccomandazioni del costruttore sono poi altri fattori che ci aiutano a capire quando è ora di sostituire le nostre gomme invernali.

Se è impossibile stabilire che durata hanno gli pneumatici invernali, è più realistico capire come e quando cambiarli.

obbligo gomme invernali

Quando Scatta l’ Obbligo Gomme Invernali

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Con l’arrivo dell’inverno e delle basse temperature, i nostri pneumatici corrono ai ripari. Anche quest’anno, dal 15 novembre al 15 aprile scatta l’ obbligo gomme invernali o delle catene a bordo.

Gli automobilisti sono quindi obbligati a montare i cosiddetti pneumatici da neve per non incorrere in sanzioni penali e per rispettare gli stringenti standard di sicurezza che impone la fredda stagione. Benché applicata in tutta Italia, la norma prevede sostanziali differenze da regione a regione, per questo è importante fare maggior chiarezza sull’argomento.

Nello specifico risponderemo a queste domande:

  • Cosa dice la normativa? E quali sono le sanzioni?
  • Quali pneumatici rientrano nella categoria “invernale”?
  • Dove e come subentra l’obbligo di montare catene o gomme da neve?

Obbligo gomme invernali: legge e sanzioni

Montare gomme termiche durante il periodo invernale è importante per due fondamentali ragioni: sicurezza e rispetto del codice stradale. La legge 120 del 29 luglio 2010, più precisamente, dispone che “è necessario che i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o su ghiaccio“. L’ obbligo gomme invernali scatta in Italia dal 15 novembre al 15 aprile, ma il periodo di validità può variare da regione a regione e, in alcuni casi, anche da provincia a provincia.

In caso di mancata osservanza non tardano a fioccare le sensazioni: si va dai 41 euro nei centri abitati ad un massimo di 318 euro in autostrada.

Due, pertanto, gli accorgimenti per non incorrere in multe salate e spiacevoli:

  • tenere a bordo catene da neve omologate con i propri pneumatici;
  • equipaggiarsi di gomme invernali per tutto il periodo indicato.

La seconda alternativa è la più consigliata. Non tanto a livello normativo (il codice della strada non fa distinzioni tra pneumatici invernali e catene da neve), quanto a livello prativo. Le gomme termiche sono infatti più indicate per lunghi viaggi e per le tratte ad alta velocità come autostrade e tangenziali. Inoltre, sono più efficaci contro l’asfalto ghiacciato. Resta da chiedersi: come si identifica uno pneumatico invernale?

Gomme invernali: i requisiti di sicurezza

Le gomme da neve (o termiche) si distinguono innanzitutto dalla sigla M&S impressa sulla spalla, assieme al simbolo del fiocco di neve. La morbida mescola in silice di questi pneumatici, unita al particolare disegno del battistrada, consente un’impeccabile tenuta di strada anche al di sotto dei 7 gradi.

Non si tratta dunque di una mera questione legislativa. Le gomme invernali assicurano una guida sicura anche di fronte alle maggiore avversità climatiche, facilitano il controllo del veicolo in caso di ghiaccio o asfalto bagnato e diminuiscono di non poco il rischio incidenti.

Obbligo catene o gomme invernali in Friuli e nelle altre regioni

Come già accennato, l’obbligo di dotazioni invernali non è lo stesso per tutti gli automobilisti. Dipende in gran parte dalle regioni e dalle esigenze dei diversi enti territoriali. In Val d’Aosta e alcune zone del Piemonte, ad esempio, l’inizio è anticipato di addirittura un mese, il 15 ottobre. All’estremo opposto dello stivale, spicca invece la decisione della Sicilia di restringere il periodo dal 15 dicembre al 15 marzo. Molto frammentata la situazione in Toscana, Emilia Romagna e Lombardia (in provincia di Varese, ad esempio, l’obbligo scade il 15 marzo, mentre a Cremona il 31 dello stesse mese).

L’ obbligo catene o gomme invernali in Friuli Venezia Giulia va dal 15 novembre al 15 aprile, periodo dunque nella media nazionale. Per ulteriori informazioni su pneumatici invernali e obbligo di catene a bordo ad Udine e in tutto il territorio friulano non resta che rivolgersi al gommista di fiducia: VS gomme è operativo a Fagagna per un servizio di assistenza pneumatici completo e preciso: il cambio gomme stagionali non sarà più un problema.

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pneumatici moto guida sicura

Pneumatici per Moto: i Fondamentali per una Guida Sicura

Quando si parla di gomme e di moto si parla di equilibrio. Gli pneumatici per moto sono fondamentali per la corretta tenuta di strada del nostro amato veicolo a due ruote, soprattutto nei momenti più critici.

Curve, frenate, sorpassi, ma anche nelle normali situazioni di guida, è essenziale che il veicolo rispondi in maniera prevedibile ai nostri comandi, restando perfettamente “incollato” al terreno.

Se ti stai chiedendo qual è il segreto per il giusto equilibrio su due ruote, la risposta è più semplice di quanto pensassi: il perfetto stato degli pneumatici per moto.

Il mondo delle gomme applicato a scooter e ciclomotori è ancor più complesso rispetto al mondo degli pneumatici per auto. È impossibile valutare la giusta efficienza di una gomma da moto senza l’aiuto di uno specialista. Quello che è importante sapere, anche se si è inesperti del settore, è che sono tre le caratteristiche fondamentali di uno pneumatico per moto:

  • carcassa e struttura interna
  • pressione
  • temperatura d’esercizio

L’importanza della carcassa: questione d’equilibrio

La struttura interna di uno pneumatico per moto è molto più importante rispetto al suo aspetto esteriore. Le scanalature presenti sulla superficie della ruota hanno perlopiù un valore estetico e contribuiscono all’estrazione dell’acqua in situazioni di bagnato.

Ma la vera tenuta di strada è garantita dalla cosiddetta carcassa. Che si tratti di una moto sportiva o di un modello più urbano, le carcasse sono oggi realizzate con materiali tecnologici in grado di modificare il proprio orientamento in base alla situazione di guida. Tradotto: in caso di curve, inclinazioni e altre solleciatazioni al limite, i materiali che compongono la carcassa della moto si dispongono all’interno della mescola degli pneumatici in maniera tale da garantire equilibrio e stabilità.

Meraviglia della tecnologia o pura e semplice legge della fisica?

La pressione degli pneumatici per moto

Il livello di pressione e di gonfiaggio di una gomma è probabilmente il parametro più importante quando si parla di sicurezza stradale. Auto e moto non fanno in questo senso differenza.

Uno scorretto livello di pressione delle gomme è sinonimo di minor equilibrio del veicolo, ma anche di maggior usura del pneumatico e maggior consumo del carburante. Per ovviare a tali inconvenienti è opportuno valutare vari fattori quali le percorrenze, il carico e le temperature. Ciò che si suggerisce è di effettuare un controllo settimanale con gli strumenti più comuni e pratici quali compressori e manometri.

La temperatura d’esercizio

Strettamente correlata alla pressione è la temperatura d’esercizio degli pneumatici per moto. In questo caso, le situazioni variano a seconda del tipo di veicolo:

  • per una due ruote sportiva è importante portare le gomme a temperatura fin da subito ed è per questo consigliato l’utilizzo di termocoperte associato a una pressione più bassa;
  • per i giri in moto su strada è invece importante un alto livello di pressione fin da subito, considerando anche eventuali carichi e una temperatura di partenza “a freddo”.

Un mondo complesso, quello degli pneumatici per moto. Il vero consiglio, dopo queste dritte è affidarti al giusto specialista di gomme e sicurezza stradale. Vs Gomme a Fadanga, in provincia di Udine, è il partner che fa per te!

come scegliere gomme usate auto

Come Scegliere le Gomme Usate per la Proprio Auto

Acquistare gomme usate per la propria auto è ormai pratica diffusa. La crisi, assieme a un mercato sempre più orientato sul “business dell’usato”, aiuta questo fenomeno. La possibilità di possedere un treno di gomme Michelin o Pirelli scontato al 70%, d’altronde, non può non ingolosire gli avventori delle quattro ruote.

Il dubbio dell’automobilista allettato da tale opportunità di risparmio è allora soltanto uno: le gomme usate sono affidabili?

In realtà, raramente gli pneumatici usati rappresentano un buon affare. I segni dell’usura e i rischi sono evidenti anche ai meno esperti e, se proprio si intende risparmiare, vale almeno la pena conoscere il tipo di gomme e affidarsi a un rivenditore di fiducia.

In questo articolo, alcune dritte utili in soccorso dell’automobilista indeciso. Seguire il portafoglio o garantirsi una guida sicura?

Conoscere caratteristiche e rischi d’uso dei modelli di seconda mano può essere d’aiuto.

Gomme usate: guida alla scelta

Abbiamo visto com’è possibile risparmiare servendosi di gomme vecchie mai utilizzate e perfettamente conservate. Con gomme già impiegate e quindi di seconda mano il gioco si complica. Gli sbalzi di calore e la luce solare, nemici giurati di ruote e pneumatici, svolgono un’azione di deterioramento e vulcanizzazione spesso irreversibile.

Alcuni segnali di vecchiaia sono evidenti, per gli altri è sempre meglio esaminare con più cura l’aspetto di queste gomme.

Ecco alcuni aspetti da valutare quando si è alle prese con pneumatici di seconda mano.

Controllare il DOT dei pneumatici

Il DOT è il codice identificativo di ogni pneumatico. È presente sulla parte laterale della gomma ed identifica la sua data di produzione, quindi l’età. È sempre opportuno controllare se tale codice non sia stato rimosso dal venditore ed è ancor più opportuno evitare gomme usate che presentano più di 3 anni di età.

Un occhio (e una mano) al battistrada

L’aspetto più importante del battistrada è la sua profondità. Basta una moneta posta sulle varie scanalature per verificare il grado di consumo. L’occhio tante volte non basta e assieme al test della moneta è consigliabile tastare con mano la condizione del battistrada. Diffidare da quelli che presentano, al tocco, rigonfiamenti e screpolature.

Osservare le parti laterali

Le parti laterali delle gomme forniscono importanti indicazioni sullo stato d’usura e non soltanto per la presenza del DOT. I fianchi nascondono segni di urti e danneggiamenti percepibili sia all’occhio che al tatto. Anche in questo caso è consigliabile tastare con mano lo pneumatico alla ricerca di irregolarità e scanalature.

Esaminare il tallone e l’interno delle gomme usate

L’integrità del tallone, la parte in contatto con il cerchione, va sempre monitorata. Insieme a questa, è importante valutare lo stato interno degli pneumatici, che potrebbero nascondere danni e urti non visibili dall’esterno perché provocati dalla struttura interna dei cavi in acciaio durante il precedente utilizzo.

Tanti accorgimenti per altrettanti rischi. Quando si sceglie un treno di gomme usate per l’auto è importante conoscere provenienza, data di fabbricazione e condizioni di battistrada, tallone, parte interne o laterali. Ogni aspetto gioco un ruolo fondamentale: risparmiare è bello, guidare in sicurezza ancor di più!

gomme vecchie età dot pneumatico

Le gomme vecchie vanno bene? Ce lo dice il DOT pneumatici

Nuovo dilemma nel mondo delle quattro ruote. È possibile risparmiare acquistando gomme vecchie ma mai utilizzate?

Risposta non facile. Di certo una gomma rimasta per tanto tempo nel ripostiglio  non soffre di usura e deterioramento e si presenta con prezzi assai ribassati. Le precauzioni in fatto di pneumatici, però, non sono mai abbastanza.

Gli pneumatici, si sa, sono croce e delizia per i guidatori. Assicurano aderenza, tenuta di strada, performance di frenata e il giusto contatto tra l’automobile e l’asfalto. Ma gli pneumatici sono anche costosi, richiedono una manutenzione non indifferente e cambi stagionali.

I sotterfugi per risparmiare sono tanti e rinomati: dall’inversione tra gomme anteriori e posteriori alla scelta di pneumatici multi stagionali, passando per l’acquisto di modelli usati, l’utilizzo di gomme vecchie, sebbene mai utilizzate e perfettamente conservate in magazzino, rappresenta una delle soluzioni più estreme.

Il DOT pneumatici

Una buona risposta al dilemma delle “gomme da magazzino” ce la può dare il dot pneumatici, vale a dire la sigla (letteralmente Department Of Transportation) presente sul fianco del pneumatico che indica, nelle sue ultime 4 cifre, la settimana e l’anno di produzione della stessa, vale a dire la sua età.

L’età è una discriminante importante per valutare la qualità di una gomma.

È vero, uno pneumatico rimasto in magazzino difficilmente presenterà segni di usura o sgretolamento e poco avrà da invidiare, dal punto di visto della forma, alle “colleghe” di nuova realizzazione. Nella sostanza, tuttavia, l’età è pur sempre l’età, e gli sbalzi di calore e di temperatura sono in grado di colpire anche le gomme vecchie meglio conservate, con conseguente ribasso della loro affidabilità, soprattutto se superati i 3 anni di immagazzinamento.

I pareri restano comunque discordanti. Tra dot pneumatici, test, voglia di risparmiare e opinioni più o meno attendibili, il mondo delle quattro ruote continua a trincerarsi su due punti di vista.

Utilizzare gomme vecchie e mai utilizzate conviene. Utilizzare gomme vecchie e mai utilizzate non conviene.

Vediamo secondo chi.

Il parere dei produttori

Contrariamente a quanto si crede, le gomme vecchie non si rovinano se conservate con le giuste attenzioni. Lo sostengono i produttori che si appellano a quanto stabilito dall’ERTRO, l’associazione europea dei produttori di pneumatici. Stando all’organizzazione, tutti gli pneumatici conservati secondo i parametri della normativa UNI 11061 possono considerarsi pari ai nuovi, entro i 3 anni di produzione. La normativa UNI 11601 specifica i criteri di immagazzinamento di una gomma; tra i più importanti:

  • lontananza da fonti di calore;
  • lontananza da radiazioni solari e umidità;
  • lontananza da agenti chimici come olii e benzina.

Stando ai produttori, dunque, non c’è dicitura DOT che tenga: gomma vecchia fa buon brodo, a prezzi vantaggiosissimi, aggiungiamo!

L’utilizzo delle gomme vecchie secondo il TCS

Diverso invece il parere del TCS, il Touring Club Svizzero, che nel 2011 ha condotto un importante test volto a verificare le prestazioni di pneumatici vecchi conservati in magazzino.

Ciò che è emerso dal test, in linea generale, è che le gomme vecchie di oltre 5 anni presentano segni di decadimento inaccettabili e si consiglia l’acquisto di pneumatici freschi di almeno 2 anni. Guardare il DOT sul fianco del pneumatico è allora capitale per capire l’affidabilità della gomma.

Il test ha anche messo in risalto come il tipo di immagazzinamento può essere diverso da rivenditore e rivenditore. Per risparmiare con questo tipo di soluzione, allora, è sempre meglio rivolgersi a un gommista di fiducia, che garantisca il miglior stato di conservazione e non manometta la dicitura sul dot del pneumatico.

VS Gomme a Fagagna, in provincia di Udine è il gommista di fiducia adatto alle tue esigenze.

pneumatici 4 stagioni convengono

Gli Pneumatici 4 Stagioni Convengono Davvero?

Nel complesso mondo delle gomme auto, gli pneumatici 4 stagioni rappresentano un compromesso di sicuro gradimento.

Si sa, la norma consiglia gomme specifiche sia per l’inverno che per l’estate, ma non sempre alla teoria segue la pratica e, stando alle stime europee, quasi il 65% degli automobilisti non sostituisce le proprie gomme estive con quelle invernali, e viceversa. A tutto danno, è chiaro, della stessa sicurezza stradale.

Subentrano allora gli pneumatici 4 stagioni, studiati apposta per garantire aderenza e tenuta di strada sia in estate che in inverno e realizzati su misura di coloro che non amano montare due treni di gomme ogni anno.

Ma cosa sono questi cosiddetti pneumatici all season e, soprattutto, convengono davvero?

Caratteristiche degli pneumatici 4 stagioni

Questo particolare tipo di gomme, lo suggerisce la parola stessa, consente di circolare in estate come in  inverno assicurando sempre buone prestazioni, qualsiasi siano le condizioni meteo e d’asfalto.

Le all season sono un ibrido tra le gomme estive e invernali e, da queste, ereditano le principali caratteristiche. Per proprietà e prestazioni si avvicinano di più alle estive. Ottima è infatti la tenuta degli pneumatici 4 stagioni su fondi asciutti, minore, seppur discreta, su fondi bagnati, ghiacciati e tipicamente invernali.

Si distinguono dalle sorelle estive per questi tre specifici aspetti:

  • il battistrada è leggermente più profondo;
  • il disegno del battistrada presenta un maggior numero di lamelle e di canali per l’espulsione per l’acqua;
  • la mescola è più morbida grazie a un maggior contenuto di silice che consente ottime prestazioni anche sotto i 7 gradi.

Si intuisce, come sia impossibile eguagliare le prestazioni delle gomme termiche in caso di condizioni destramente rigide. Per questo motivo, le gomme multistagionali non sono sempre consigliate.

Quando utilizzare gli pneumatici all season

Come per ogni prodotto, le gomme 4 stagioni non sfuggono dalla regola della qualità. Esistono modelli di nuova generazione, prodotti con mescole innovative e in grado di raggiungere performance vicino alle gomme termiche per l’inverno ed estive per i climi caldi. Esistono poi all season di indubbia fattura, meno prestanti, pur se dotate della classica marchiatura M+S (Mud and Snow, fango e neve)

Quando si vuole optare per la comodità e il risparmio delle multistagionali, è allora doveroso affidarsi ai migliori pneumatici 4 stagioni presenti sul mercato, quelli delle marche top di gamma come Michelin, Nikian e Pirelli, tanto per intenderci.

Tali pneumatici sono infatti un ottimo compromesso, ma non sono la soluzioni a tutti i problemi legati alla stagionalità delle gomme.
Da considerare inoltre la stazza della vettura che deve essere di piccola o media cilindrata e la percorrenza, non superiore ai 10’000km all’anno.

Se in città e in pianura le multi stagionali sono una soluzione di comodo e di indubbio vantaggio, per i tratti lunghi e i percorsi più critici è sempre meglio optare per un doppio treno di gomme, soprattutto in inverno. Le gomme termiche e invernali garantiscono infatti una tenuta di strada imbattibile su asfalto ghiacciato e bagnato.

Sei ancora convinto che gli pneumatici 4 stagioni rappresentano la soluzione che cercavi?

Non esitare a visitare VS Gomme a Fagagna (UD) per trovare i migliori modelli di gomme all season e per un controllo gratuito dei tuoi pneumatici.

Pneumatici Seal Inside o gomme anti foratura

Pneumatici più sicuri e economici, ecco i nuovi modelli sul mercato

Quando si parla di sicurezza stradale e manutenzione del veicolo, un’occhio di riguardo va ai pneumatici, principali responsabili della tenuta dell’auto su strada. Guidare un’automobile con gomme in buono stato è essenziale, sia per la propria e altrui sicurezza, sia per evitare d’incorrere in una serie di multe e sanzioni pesantissime in quanto, un’eventuale usura, costituisce una violazione dell’articolo 79 del codice della strada.

Da tempo, molte ditte specializzate nella produzione dei pneumatici sono impegnate nella ricerca e creazione di soluzioni che possano – adattandosi anche alla sempre più alta tecnologia equipaggiata sulle automobili – ridurre al minimo il rischio d’incidenti legati allo stato delle ruote, ad un prezzo accessibile a tutte le tasche.

Pneumatici Seal Inside o gomme anti foratura

Vediamo insieme alcuni dei modelli disponibili attualmente sul mercato:

 

  • Gomme seal inside
    Le gomme dotate di questo tipo di tecnologia permettono di guidare in tutta sicurezza, anche in caso di foratura e conseguente perdita della pressione: squarci e grandi tagli esclusi.
    La ruota è infatti dotata di uno strato di materiale sigillante, presente nella parte inferiore del battistrada, che inserendosi tempestivamente all’interno del foro lo ripara. 
  • Gomme runflat
    A differenza di quelle descritte in precedenza, le gomme runflat permettono di continuare la marcia anche in caso di consistente perdita di pressione del pneumatico, dovuto ad eventuali tagli: sempre che si mantenga una velocità nei limiti degli 80 km/h.
    Le gomme runflat sono particolarmente adatte ad auto dotate di sistema di monitoraggio elettronico della pressione.
  • Gomme air-free
    Le gomme air-free sono prive di quello che siamo abituati a pensare come il punto chiave di una qualsiasi ruota : la camera d’aria. Composto da tre livelli, che non necessitano di essere gonfiati, questo pneumatico non soltanto assicura una maggiore resistenza, ma presenta anche un’ottima capacità d’ammortizzare gli urti, grazie alla sue funzione “deformante”, che fa si che la ruota si adatti all’ostacolo.

A tali e tanti pneumatici, disponibili sul mercato anche a partire da prezzi bassi, si aggiungeranno poi alcuni nuovi modelli, indicati fino ad oggi come la vera e propria “evoluzione” del pneumatico: 

  • Gomme con tecnologia modulare
    Questo pneumatico vanta il suo punto di forza nella sua stessa struttura, fatta di una serie di tasselli ognuno dei quali dotato di camera d’aria, che permetterà, in caso di foratura, di sostituire solo la parte interessata dal danno e non tutto il pneumatico. 
  • Gomme con sensori nel battistrada
    L’uscita di questo nuovo tipo di pneumatico su mercato è fissata per il 2017 e, grazie alla sua innovativa tecnologia, cambierà sicuramente il modo di guidare. Dotato di una serie di sensori, il pneumatico sarà in grado di segnalare al conducente dell’auto diverse informazioni, come: il livello di usura, la pressione della camera d’aria, il trasporto di un carico eccessivo o male bilanciato all’interno dell’auto e così via. 

Se siete interessato a saperne di più sui tipi di pneumatici, che ti permettono di viaggiare in tutta sicurezza con una spesa ragionevole rivolgetevi agli esperti del settore! A Fagagna, provincia di Udine, potete contare sulla professionalità e competenza di VsGomme, recatevi in Via Giovanni Pilacorte 8, per un consulto.