omologazione cerchi in lega decreto ruote

Omologazione Cerchi in Lega: il Decreto Ruote Spiegato ai Meno Esperti

Sapevi che puoi montare sulla tua auto cerchi in lega diversi rispetto quelli previsti dalla casa produttrice?

Proprio così, e non è neanche lo scoop dell’ultima ora. È quanto disposto dal cosiddetto Decreto Ruote, decreto ministeriale in circolazione ormai da un anno che ha rivoluzionato le pratiche di omologazione dei cerchi in lega e delle ruote nel mercato italiano.

In cosa consiste il Decreto Ruote

Non tutti lo sanno, ma dall’1 ottobre 2015, gli automobilisti possono installare nel loro veicoli cerchi maggiorati rispetto a quanto indicato sulla carta di circolazione, in pratica senza chiedere il nulla osta dalla casa produttrice. Detta così può sembrare complicata e, in effetti, la normativa suscita ancora qualche confusione tra gli automobilisti meno esperti. Vediamo di fare chiarezza spiegando i nuovi criteri di omologazione cerchi in lega previsti dal Decreto Ruote.

Quali sono i nuovi requisiti di omologazione per cerchi e ruote?

Con il decreto introdotto lo scorso anno, in Italia possono circolare, e quindi essere vendute e installate, soltanto due tipi di ruote:

  • quelle conformi all’omologazione europea UN/ECE;
  • quelle conformi all’omologazione italiana NAD, disposta per l’appunto dal Decreto Ruote.

Non è difficile distinguere se è una ruota è omologata oppure no. Infatti le due sigle (ECE o NAD) sono ben visibili sul cerchio, anche a pneumatico installato, comprese di numero di omologazione, con tanto di adesivo anticontraffazione nel cado delle seconde. Se l’automobilista è tenuto a rispettare tale disposizione, il gommista, dal suo conto, ha l’obbligo di consegnare al conducente il certificato di conformità e cosiddetto allegato E, vale a dire la dichiarazione di corretta installazione, assieme al certificato di conformità.

È sempre possibile montare cerchi di misura diversa rispetto a quelli della carta produttrice?

Poter installare cerchi maggiorati (ma anche di diametro minore) sulla propria automobile senza dover chiedere il nullaosta alla casa produttrice, abbiamo detto, è la più grande novità introdotta dal Decreto Ruote.

Va però specificato che tale libertà vale solo per le ruote omologate NAD. Montare cerchi e pneumatici di misura diversi rispetto agli originali, infatti, non è consentito per le ruote omologate UN/ECE. Quest’ultime devono mantenere le dimensioni previsti dai costruttori ed essere affiancate da un ambito di impiego, vale a dire il documento che ne descrive tutte le caratteristiche da rispettare e le applicazioni.

Non è un caso, infatti, che si parla di ruote speciali quando ci si riferisce agli esemplari omologati NAD.

Omologazione cerchi in lega: come installare le nuove ruote

Veniamo quindi al punto della questione. Montare ruote di misure diverse è possibile, basta andare al gommista di fiducia e richiedere la combinazione tra pneumatici e cerchi in lega omologati NAD più in linea con la propria vettura. Si presenta quindi l’ultimo quesito.

È necessario aggiornare la carta di circolazione dopo l’installazione?

Le strade da percorrere (nel senso sia metaforico che letterario) sono due:

  • se i nuovi cerchi rientrano nell’ambito di impiego della vettura (indicato nello stesso libretto di circolazione), non è necessario aggiornare il libretto, ma basta tener con sé l’allegato E e il certificato di conformità (vedi sopra)
  • se al contrario, la nuova misura degli pneumatici e dei cerchi in lega non è conforme all’ambito d’impiego, è allora necessario aggiornare la carta di circolazione, ma grazie a quanto disposto dal Decreto Ruote, la procedura può avvenire senza nullaosta della casa produttrice: basta recarsi alla motorizzazione con apposita domanda di aggiornamento e gli allegati rilasciati dal gommista è il gioco è fatto.
come leggere etichettatura pneumatici

Etichetta Pneumatici: Come si Legge?

Oggi impariamo come leggere l’etichetta degli pneumatici. Argomento semplice, ma per nulla banale.

Questo l’antefatto storico. Nel novembre 2012 la Comunità Europea ha imposto l’obbligo ai produttori di dotare ogni modello di pneumatico di un’apposita etichetta standard in grado di sintetizzare le proprietà delle gomme auto. Questa novità aveva (e tuttora mantiene) l’obiettivo di orientare l’acquisto del consumatore e facilitarne la scelta dello pneumatico.

Sebbene siano passati già 4 anni da questa importante introduzione, non tutti gli automobilisti sono in leggere e decifrare i parametri indicati da quest’etichetta. Ecco allora una rapida ripassatina.

L’identikit di un pneumatico: leggere l’etichettatura gomme

Un’etichetta, per dirla in parole povere, è un po’ l’identikit di una gomma, ne descrive l’efficienza economica e ambientale e lo fa fornendo informazioni su tre specifici parametri:

  • resistenza al rotolamento, quindi efficienza energetica delle gomme;
  • aderenza sul bagnato, ergo sicurezza;
  • rumorosità esterna, e quindi livello di emissioni acustiche degli pneumatici.

Quest’etichetta è fornita dai produttori ed è obbligatoria per tutti i modelli di gomme auto presenti sul mercato. L’automobilista alla ricerca della giusta soluzione, troverà l’etichetta posta sul battistrada dello pneumatico in vendita e potrà quindi procedere all’acquisto in maniera più ponderata. Ma come leggere i  parametri presenti sull’etichetta. La figura qui in basso può darci una mano.

come leggere etichettatura pneumatici

Resistenza al rotolamento

Con la resistenza al rotolamento si intende indicare l’efficienza energetica di uno pneumatico. Ad ogni rotazione della ruota, infatti, la gomma si surriscalda incidendo anche sul consumo di carburante. L’equazione è semplice: maggiore è la resistenza al rotolamento, minore è il consumo di carburante, quindi maggiore è l’efficienza energetica. Tale efficienza è espressa dall’etichetta attraverso una scala di sette valori: da “A” alla “G”. Un veicolo che “indossa” pneumatici di classe “A” può migliorare il proprio consumo di circa il 7,5% rispetto ad un veicolo con gomme di classe “G”.

Parliamo un parametro di fondamentale importanza, se consideriamo che il rotolamento incide infatti per il 20% sul consumo di carburante di una vettura (altri fattori più o meno incisivi sono attriti, gravità, resistenza aerodinamica e inerzia). Aumentarne la resistenza vuol dire ottimizzare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni di gas e metano. Cosa non da poco!

Aderenza sul bagnato

L’aderenza di uno pneumatico sul bagnato è un importante parametro di sicurezza, perché descrive praticamente lo spazio di frenata e la tenuta di strada di un veicolo in caso di pioggia e asfalto umido. Anche in questo caso è importante leggere la classe di efficienza sull’etichetta. Un veicolo equipaggiato con pneumatici “A”, in questo caso, presenta uno spazio di frenata che può essere superiore addirittura del 30% rispetto allo stesso con gomme livello “G”. I numeri, più, di ogni altro dato ci aiutano a capire perché è importante saper leggere l’etichettatura pneumatici.

Rumorosità esterna

La rumorosità esterna di rotolamento è invece misurata tramite tre categorie di livello espresse in decibel (db), rappresentate nell’etichetta da altrettante barre:

  • una barra equivale a uno pneumatico poco rumoroso, oltre 3 db sotto il limite corrente;
  • due barre descrivono un livello intermedio, quindi ancora al di sotto del limite corrente;
  • tre barre indicano invece che la gomma è conforme all’attuale direttiva ma è comunque a rischio perché il livello di rumorosità supera il futuro limite europeo.

Conoscere la rumorosità di rotolamento di uno pneumatico è altrettanto importante perché ne va dell’inquinamento acustico e della pressione sonora.

cambio gomme lunghi viaggi

Cambio Gomme Prima di un Lungo Viaggio? Cosa dice la Normativa

Prima di partire per un lungo viaggio è importante controllare lo stato  delle gomme della propria auto.  Il controllo dell’usura degli pneumatici dovrebbe rientrare infatti tra le buone abitudini degli automobilisti, ma è una pratica invece assai trascurata e un esperimento condotto da Continental sulle autostrade italiane qualche anno fa lo conferma.

Tra i problemi più diffusi: gomme invernali ancora in circolazione nel periodo primaverile ed estivo, presenza di due o più pneumatici rovinati o addirittura a fine corso, battistrada lisci e consumati oltre il livello di legge consentito.

Gomme logore e usurate possono portare a notevoli problemi durante la guida:

  • aumenta esponenzialmente lo spazio di frenata sul bagnato;
  • diminuisce la resistenza al rotolamento del battistrada con ripercussioni sia sulla tenuta di strada che sul carburante;
  • si producono vibrazioni allo sterzo.

E la situazione peggiora in caso di buche e strade dissestate.

Gomme auto: cosa valutare prima di partire per un lungo viaggio

Insomma, non è più tempo di esitare. Prima di partire per un viaggio, lungo o breve che sia, è importante conoscere la condizione dei propri pneumatici e procedere, se necessario, al cambio gomme più fedele alle norme.

Ma come valutare lo stato e l’usura di uno pneumatico? Prendiamo in considerazione tre fondamentali aspetti che caratterizzano le performance di questi indispensabili elementi: usura del battistrada, resistenza al rotolamento e pressione delle gomme. E vediamo cosa dispone la normativa a riguardo.

Consumo del battistrada

Il battistrada è la parte della gomma direttamente a contatto con l’asfalto e influisce pertanto sull’aderenza del veicolo. Prima di partire per un viaggio è allora importante controllare il consumo di quest’ultimo e assicurarsi che lo stato di usura rientri nei limiti consentiti dalla legge.

La normativa è più che chiara a riguardo: un veicolo non può circolare se il battistrada misura meno di 1,6 mm !

Misurare il battistrada è semplicissimo e anche i più irresponsabili e meno avvezzi al controllo gomme non troveranno alcun problema. Ecco alcuni metodi che fanno al caso di inesperti o provetti viaggiatori:

  • calibro di profondità, per i più tecnici, da inserire tra le scanalature del battistrada così da misurarne l’effettivo spessore;
  • indicatore di usura, a portata di ogni automobilista, che consiste o in un tassellino di gomma tra le scanalature o in rilievi numerici che saranno man mano cancellati con l’usura dello pneumatico;
  • metodo della monetina, per i più “raffazzoni”, che svolgerà un po’ il ruolo del calibro di profondità, senza però rasentare il millimetro come nel primo caso.

La normativa non fa sconti. Prima di un viaggio, il cambio gomme è un obbligo morale oltre che giuridico, quando queste presentano un battistrada eccessivamente logorato. Ne va della sicurezza di noi conducenti e di chi con noi condivide il piacere della guida e del viaggio.

Resistenza e rotolamento e pressione degli pneumatici

Altre direttive prima di mettersi alla guida del nostro caro veicolo.

Abbiamo sostituito le gomme invernali con quelle estive? (o viceversa) Ricordiamo che “l’orario estivo” entra in vigore dal 15 aprile fino al 15 novembre, con lievi differenze a seconda delle regioni. Se no, ricordiamoci di effettuare il cambio gomme stagionale.

La resistenza al rotolamento dei nostri pneumatici è delle migliori? Stando alla normativa europea, questo parametro è espresso in livelli che vanno da A a G. Le prestazioni più alte A, B e C sono fondamentali per una semplice equazione: più la resistenza è ridotta, meno è l’energia consumata nella guida. Tradotto, si riducono al minimo il consumo di carburante e le emissioni.

Dulcis in fundo: controllata la pressione? Un lungo tragitto necessita di pneumatici belli gonfi e freddi. Per il giusto livello di pressione basterà consultare il manuale relativo ai vari livelli d’utilizzo.

Se hai ancora sicuro che i tuoi pneumatici siano pronti per affrontare un lungo viaggio? Se no, puoi affidarti al giusto specialista di gomme e sicurezza stradale. Vs Gomme a Fadanga, in provincia di Udine, farà al caso tuo.

come scegliere gomme usate auto

Come Scegliere le Gomme Usate per la Proprio Auto

Acquistare gomme usate per la propria auto è ormai pratica diffusa. La crisi, assieme a un mercato sempre più orientato sul “business dell’usato”, aiuta questo fenomeno. La possibilità di possedere un treno di gomme Michelin o Pirelli scontato al 70%, d’altronde, non può non ingolosire gli avventori delle quattro ruote.

Il dubbio dell’automobilista allettato da tale opportunità di risparmio è allora soltanto uno: le gomme usate sono affidabili?

In realtà, raramente gli pneumatici usati rappresentano un buon affare. I segni dell’usura e i rischi sono evidenti anche ai meno esperti e, se proprio si intende risparmiare, vale almeno la pena conoscere il tipo di gomme e affidarsi a un rivenditore di fiducia.

In questo articolo, alcune dritte utili in soccorso dell’automobilista indeciso. Seguire il portafoglio o garantirsi una guida sicura?

Conoscere caratteristiche e rischi d’uso dei modelli di seconda mano può essere d’aiuto.

Gomme usate: guida alla scelta

Abbiamo visto com’è possibile risparmiare servendosi di gomme vecchie mai utilizzate e perfettamente conservate. Con gomme già impiegate e quindi di seconda mano il gioco si complica. Gli sbalzi di calore e la luce solare, nemici giurati di ruote e pneumatici, svolgono un’azione di deterioramento e vulcanizzazione spesso irreversibile.

Alcuni segnali di vecchiaia sono evidenti, per gli altri è sempre meglio esaminare con più cura l’aspetto di queste gomme.

Ecco alcuni aspetti da valutare quando si è alle prese con pneumatici di seconda mano.

Controllare il DOT dei pneumatici

Il DOT è il codice identificativo di ogni pneumatico. È presente sulla parte laterale della gomma ed identifica la sua data di produzione, quindi l’età. È sempre opportuno controllare se tale codice non sia stato rimosso dal venditore ed è ancor più opportuno evitare gomme usate che presentano più di 3 anni di età.

Un occhio (e una mano) al battistrada

L’aspetto più importante del battistrada è la sua profondità. Basta una moneta posta sulle varie scanalature per verificare il grado di consumo. L’occhio tante volte non basta e assieme al test della moneta è consigliabile tastare con mano la condizione del battistrada. Diffidare da quelli che presentano, al tocco, rigonfiamenti e screpolature.

Osservare le parti laterali

Le parti laterali delle gomme forniscono importanti indicazioni sullo stato d’usura e non soltanto per la presenza del DOT. I fianchi nascondono segni di urti e danneggiamenti percepibili sia all’occhio che al tatto. Anche in questo caso è consigliabile tastare con mano lo pneumatico alla ricerca di irregolarità e scanalature.

Esaminare il tallone e l’interno delle gomme usate

L’integrità del tallone, la parte in contatto con il cerchione, va sempre monitorata. Insieme a questa, è importante valutare lo stato interno degli pneumatici, che potrebbero nascondere danni e urti non visibili dall’esterno perché provocati dalla struttura interna dei cavi in acciaio durante il precedente utilizzo.

Tanti accorgimenti per altrettanti rischi. Quando si sceglie un treno di gomme usate per l’auto è importante conoscere provenienza, data di fabbricazione e condizioni di battistrada, tallone, parte interne o laterali. Ogni aspetto gioco un ruolo fondamentale: risparmiare è bello, guidare in sicurezza ancor di più!

gomme vecchie età dot pneumatico

Le gomme vecchie vanno bene? Ce lo dice il DOT pneumatici

Nuovo dilemma nel mondo delle quattro ruote. È possibile risparmiare acquistando gomme vecchie ma mai utilizzate?

Risposta non facile. Di certo una gomma rimasta per tanto tempo nel ripostiglio  non soffre di usura e deterioramento e si presenta con prezzi assai ribassati. Le precauzioni in fatto di pneumatici, però, non sono mai abbastanza.

Gli pneumatici, si sa, sono croce e delizia per i guidatori. Assicurano aderenza, tenuta di strada, performance di frenata e il giusto contatto tra l’automobile e l’asfalto. Ma gli pneumatici sono anche costosi, richiedono una manutenzione non indifferente e cambi stagionali.

I sotterfugi per risparmiare sono tanti e rinomati: dall’inversione tra gomme anteriori e posteriori alla scelta di pneumatici multi stagionali, passando per l’acquisto di modelli usati, l’utilizzo di gomme vecchie, sebbene mai utilizzate e perfettamente conservate in magazzino, rappresenta una delle soluzioni più estreme.

Il DOT pneumatici

Una buona risposta al dilemma delle “gomme da magazzino” ce la può dare il dot pneumatici, vale a dire la sigla (letteralmente Department Of Transportation) presente sul fianco del pneumatico che indica, nelle sue ultime 4 cifre, la settimana e l’anno di produzione della stessa, vale a dire la sua età.

L’età è una discriminante importante per valutare la qualità di una gomma.

È vero, uno pneumatico rimasto in magazzino difficilmente presenterà segni di usura o sgretolamento e poco avrà da invidiare, dal punto di visto della forma, alle “colleghe” di nuova realizzazione. Nella sostanza, tuttavia, l’età è pur sempre l’età, e gli sbalzi di calore e di temperatura sono in grado di colpire anche le gomme vecchie meglio conservate, con conseguente ribasso della loro affidabilità, soprattutto se superati i 3 anni di immagazzinamento.

I pareri restano comunque discordanti. Tra dot pneumatici, test, voglia di risparmiare e opinioni più o meno attendibili, il mondo delle quattro ruote continua a trincerarsi su due punti di vista.

Utilizzare gomme vecchie e mai utilizzate conviene. Utilizzare gomme vecchie e mai utilizzate non conviene.

Vediamo secondo chi.

Il parere dei produttori

Contrariamente a quanto si crede, le gomme vecchie non si rovinano se conservate con le giuste attenzioni. Lo sostengono i produttori che si appellano a quanto stabilito dall’ERTRO, l’associazione europea dei produttori di pneumatici. Stando all’organizzazione, tutti gli pneumatici conservati secondo i parametri della normativa UNI 11061 possono considerarsi pari ai nuovi, entro i 3 anni di produzione. La normativa UNI 11601 specifica i criteri di immagazzinamento di una gomma; tra i più importanti:

  • lontananza da fonti di calore;
  • lontananza da radiazioni solari e umidità;
  • lontananza da agenti chimici come olii e benzina.

Stando ai produttori, dunque, non c’è dicitura DOT che tenga: gomma vecchia fa buon brodo, a prezzi vantaggiosissimi, aggiungiamo!

L’utilizzo delle gomme vecchie secondo il TCS

Diverso invece il parere del TCS, il Touring Club Svizzero, che nel 2011 ha condotto un importante test volto a verificare le prestazioni di pneumatici vecchi conservati in magazzino.

Ciò che è emerso dal test, in linea generale, è che le gomme vecchie di oltre 5 anni presentano segni di decadimento inaccettabili e si consiglia l’acquisto di pneumatici freschi di almeno 2 anni. Guardare il DOT sul fianco del pneumatico è allora capitale per capire l’affidabilità della gomma.

Il test ha anche messo in risalto come il tipo di immagazzinamento può essere diverso da rivenditore e rivenditore. Per risparmiare con questo tipo di soluzione, allora, è sempre meglio rivolgersi a un gommista di fiducia, che garantisca il miglior stato di conservazione e non manometta la dicitura sul dot del pneumatico.

VS Gomme a Fagagna, in provincia di Udine è il gommista di fiducia adatto alle tue esigenze.

pneumatici non a norma i controlli stradali

Pneumatici non a norma, aumentano i controlli della polizia stradale

Come la maggior parte delle cose e a questo mondo, anche le ruote e i pneumatici delle auto devono rispettare la legge ed essere a norma, così come dettato dall’articolo 79 del codice della strada che recita:

“… Sia le ruote che i pneumatici, o sistemi equivalenti, montati sugli autoveicoli, motoveicoli, ciclomotori, rimorchi e filoveicoli devono essere in perfetta efficienza, privi di lesioni che possono compromettere la sicurezza…

Perché guidare un’auto con gomme lisce, può sia comprometterne le prestazioni e il funzionamento – effettuando una salita, il motore dovrà sforzarsi molto di più per portare la macchina in cima – che mettere a rischio la sicurezza vostra e degli altri: pneumatici consumati aumentano i tempi di frenata della macchina, mentre diminuiscono la loro aderenza alla strada in caso di curve, percorsi pericolosi e così via.

Gomme lisce: multe, sanzioni e decurtazione punti dalla patente

Questa è solo la punta di un iceberg fatto di una lunga serie di pericoli, spesso mortali,
che guidare un’auto con i pneumatici consumati può comportare, pericoli che sembrano quasi non riguardare il 7% della popolazione italiana che, stando ai recenti controlli effettuati dalla Polizia Stradale, circolano su strada con le gomme completamente consumate.
I controlli, che sono stati effettuati in più di 42 province italiane su 12.000 veicoli leggeri, tra cui anche roulotte, hanno portato alla luce una serie di dati a dir poco allarmanti: 1 auto su 10 in Italia ha le gomme talmente usurate, da essere considerata un pericolo per la sicurezza propria e degli altri. Il bollino nero in materia di sicurezza stradale va alle città di Lecco, con il 35%, Milano e Verona, con circa il 24% delle auto in circolazione con gomme lisce.

Ma, cosa succede quando si viene sorpresi a guidare una vettura con gomme non a norma?

Pneumatici non a norma, multe e decurtazione punti sulla patente

Essere sorpresi a guidare un’automobile con le gomme lisce non è solo pericoloso per la sicurezza propria e di chi ci circonda, ma anche per il portafoglio in quanto, si è esposti ad un rischio altissimo di multe e sanzioni anche molto salate.

Il codice della strada prevede, in caso di fermo di una vettura con le gomme lisce, una multa che può variare da 85 a 338 € più la decurtazione di due punti dalla patente, e questo solo nei casi di leggera infrazione dei limiti fissati dalla legge.

Infatti, nei casi in cui i pneumatici presentino dei difetti tali da poter essere considerati pericolosi per la sicurezza, la polizia può intimare il fermo al conducente dell’auto, con successivo sequestro del veicolo, che sarà sbloccato soltanto quando le gomme difettose saranno cambiate; a questo, bisogna poi aggiungere il costo per la multa “gomme lisce” e tutte le spese di trasporto dell’auto.

Quindi, se ti dovessi accorgere che le ruote della tua auto hanno qualcosa che non va non esitare! Rivolgiti ad un’esperto del settore, che ti possa indirizzare e consigliare su cosa sia meglio fare per evitare multe, che in alcuni casi possono essere care quanto, e qualche volta anche più, di un cambio completo delle gomme!

A Udine rivolgiti agli esperti di VS Gomme, li trovi in Via Giovanni Pilacorte, 8, a Fagagna.

pneumatici 4 stagioni convengono

Gli Pneumatici 4 Stagioni Convengono Davvero?

Nel complesso mondo delle gomme auto, gli pneumatici 4 stagioni rappresentano un compromesso di sicuro gradimento.

Si sa, la norma consiglia gomme specifiche sia per l’inverno che per l’estate, ma non sempre alla teoria segue la pratica e, stando alle stime europee, quasi il 65% degli automobilisti non sostituisce le proprie gomme estive con quelle invernali, e viceversa. A tutto danno, è chiaro, della stessa sicurezza stradale.

Subentrano allora gli pneumatici 4 stagioni, studiati apposta per garantire aderenza e tenuta di strada sia in estate che in inverno e realizzati su misura di coloro che non amano montare due treni di gomme ogni anno.

Ma cosa sono questi cosiddetti pneumatici all season e, soprattutto, convengono davvero?

Caratteristiche degli pneumatici 4 stagioni

Questo particolare tipo di gomme, lo suggerisce la parola stessa, consente di circolare in estate come in  inverno assicurando sempre buone prestazioni, qualsiasi siano le condizioni meteo e d’asfalto.

Le all season sono un ibrido tra le gomme estive e invernali e, da queste, ereditano le principali caratteristiche. Per proprietà e prestazioni si avvicinano di più alle estive. Ottima è infatti la tenuta degli pneumatici 4 stagioni su fondi asciutti, minore, seppur discreta, su fondi bagnati, ghiacciati e tipicamente invernali.

Si distinguono dalle sorelle estive per questi tre specifici aspetti:

  • il battistrada è leggermente più profondo;
  • il disegno del battistrada presenta un maggior numero di lamelle e di canali per l’espulsione per l’acqua;
  • la mescola è più morbida grazie a un maggior contenuto di silice che consente ottime prestazioni anche sotto i 7 gradi.

Si intuisce, come sia impossibile eguagliare le prestazioni delle gomme termiche in caso di condizioni destramente rigide. Per questo motivo, le gomme multistagionali non sono sempre consigliate.

Quando utilizzare gli pneumatici all season

Come per ogni prodotto, le gomme 4 stagioni non sfuggono dalla regola della qualità. Esistono modelli di nuova generazione, prodotti con mescole innovative e in grado di raggiungere performance vicino alle gomme termiche per l’inverno ed estive per i climi caldi. Esistono poi all season di indubbia fattura, meno prestanti, pur se dotate della classica marchiatura M+S (Mud and Snow, fango e neve)

Quando si vuole optare per la comodità e il risparmio delle multistagionali, è allora doveroso affidarsi ai migliori pneumatici 4 stagioni presenti sul mercato, quelli delle marche top di gamma come Michelin, Nikian e Pirelli, tanto per intenderci.

Tali pneumatici sono infatti un ottimo compromesso, ma non sono la soluzioni a tutti i problemi legati alla stagionalità delle gomme.
Da considerare inoltre la stazza della vettura che deve essere di piccola o media cilindrata e la percorrenza, non superiore ai 10’000km all’anno.

Se in città e in pianura le multi stagionali sono una soluzione di comodo e di indubbio vantaggio, per i tratti lunghi e i percorsi più critici è sempre meglio optare per un doppio treno di gomme, soprattutto in inverno. Le gomme termiche e invernali garantiscono infatti una tenuta di strada imbattibile su asfalto ghiacciato e bagnato.

Sei ancora convinto che gli pneumatici 4 stagioni rappresentano la soluzione che cercavi?

Non esitare a visitare VS Gomme a Fagagna (UD) per trovare i migliori modelli di gomme all season e per un controllo gratuito dei tuoi pneumatici.

Invertire gomme anteriori posteriori

Inversione Gomme per un Consumo più Uniforme

Sapevi che l’usura delle gomme anteriori è diversa da quella delle gomme posteriori?

Se ti trovi su questo articolo, probabilmente sì. Per questo sei alla ricerca di una soluzione pratica e funzionale in grado di garantirti un consumo più uniforme dei tuoi pneumatici. Una prima risposta ce la dà l’inversione gomme, un’operazione, tanto comune quanto discussa, capace di assicurare maggiore durabilità e un migliore consumo ai nostri pneumatici.

Come detto l’inversione gomme è una pratica che non trova tutti d’accordo. Dubbio chiama altro dubbio. Vediamo allora di capire se invertire le gomme della propria auto serve realmente o è puro fanta-automobilismo.

Invertire o non invertire?

Come piccoli Amleti attenti all’usura dei nostri pneumatici continuiamo a porci il dilemma dell’inversione gomme auto senza trovare una risposta capace di mettere tutti d’accordo.

Trattasi di scuole di pensiero, come spesso accade nel mondo dell’automobilismo e della manutenzione. Quello che ci sentiamo di suggerire è che sì, occorre invertire la posizione delle gomme anteriori con quelle posteriori almeno una o volta l’anno, purché il veicolo e le sue caratteristiche lo richiedono.

Invertire gli pneumatici anteriori con quelli posteriori porta vantaggi di vario genere. Innanzitutto si rimanda il cambio gomme con buona pace del nostro portafoglio. Dopodiché si garantisce un corretto funzionamento del nostro veicolo. L’inversione gomme, infatti, assicura il consumo uniforme delle stesse e quindi un contatto al suolo delle ruote più che bilanciato.

Per dirla più tecnicamente, si va ad annullare la differenza di usura tra gomme anteriori e posteriori.

Invertire gomme anteriori posteriori

Usura gomme anteriori e posteriori: la differenza

Le ruote anteriori sono quelle direzionali, per questo l’usura di tali gomme avviene specialmente sulle fasce laterali, ossia sulle spalle esterne e interne. Le ruote posteriori sono invece motrici e sono per questo stressate maggiormente sulla parte centrale. Ricapitolando:

  • L’usura delle gomme anteriori avviene sulla spalla, vale a dire sulle fasce laterali.
  • L’usura delle gomme posteriori si manifesta nella zona centrale.
  • Invertendo le gomme davanti con quelle di dietro si uniforma il grado di usura generale tra parte centrale e spalle laterali. Un’equazione semplice quanto vincente, che ci aiuta a risparmiare sul cambio ruote.

Sorgono allora le fatidiche domandine. Come e quando invertire?

Come effettuare l’inversione gomme auto?

Come in ogni quesito che riguarda la manutenzione auto non esiste risposta universale. È consigliato effettuare tale operazione tra i 6.000 e i 10.000 km, suppergiù una volta l’anno, ma tutto dipende da molte variabili, quali la tipologia del pneumatico (simmetrico o asimmetrico) e del veicolo, nonché lo stile di guida e la trazione (anteriore, posteriore o integrale).

La trazione e la tipologia degli pneumatici determinano anche il tipo di inversione. Molto meglio delle parole, gli schemi in figura ci aiutano a capire le diverse combinazioni tra gomme anteriori e gomme posteriori.

come invertire gomme auto

Come detto precedentemente, l’inversione tra gomme posteriori e anteriori di un automobile non è scienza esatta e neanche la medicina in grado di risolvere tutti i problemi relativi al consumo e all’usura degli pneumatici. Molte vetture ad alte prestazioni, ad esempio, sono dotate di ruote dalle misure differenti ed è in questo caso più che sconsigliato operare con l’inversione gomme.

Per l’inversione e il controllo gratuito dei tuoi pneumatici non esitare a visitare VS Gomme a Fagagna (UD).